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E’ incredibile ma le domande, quelle serie, circostanziate, quelle che ti nascono dentro per capire che direzione prendere, sono come una catena senza fine: credi di avere trovato la soluzione ad una, almeno ad una, ed ecco che da quella risposta nascono altre domande ed altre ancora…
C’è chi non può rinunciare a porsi domande perchè vuole capire.
Ma ha un senso scavarsi dentro senza sosta? Meglio continuare ad analizzare sempre più a fondo col rischio di entrare in un labirinto senza fine, oppure vivere con leggerezza – no - con superficialità, lasciando che la pelle assorba problemi ed interrogativi?
Spesso si è detto che coloro che non si pongono domande vivono meglio, in una sorta di beata incoscienza: ma è proprio vero?
Oppure chi si pone delle domande riesce a vivere in modo più intenso emozioni e situazioni, proprio per questa sua profondità intellettiva e sensitiva?
Comprensione.
Una parola che bisognerebbe stampare sulle magliette da distribuire ad ogni angolo di strada, che dovrebbe comparire in grandi cartelloni pubblicitari.
La comprensione è il segreto.
È lo strumento migliore per dare la giusta direzione al nostro rapporto con gli altri.
La comprensione intesa come immedesimarsi in chi ci sta di fronte – o almeno cercare di farlo – ma anche nel senso di porsi nei confronti altrui con un atteggiamento di apertura, non giudicando, perchè nessuno ha il diritto di farlo, ma assimilando ciò che di bello le altre persone ci possono dare.
Capire che siamo tutti diversi e la nostra sensibilità non è la stessa degli altri.
Capire che emozioni, sentimenti, azioni hanno mille e mille sfumature e ciascuno le percepisce ed intende a modo suo.
Accettare che il nostro punto di vista non deve essere per forza condiviso dagli altri.
Sarebbe tutto più facile così…

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