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La piadina romagnola ormai è celebre in tutto il mondo, ma quella ad essere più conosciuta è la pidina riminese, sottilissima, ampia, che viene arrotolata assieme al suo ripieno.
Man mano che si procede verso l’interno della regione, la piadina si fa più spessa e meno larga, fino ad arrivare nel territorio imolese, dove il diametro è poco più di una mano aperta ed è grossa quasi mezzo centimetro.
Ecco la ricetta:
Per circa 12 piadine occorre 1 kg di farina bianca “00″; 50 g di strutto, 1 cucchiaino di miele (che favorisce la lievitazione); una “dose da forno” cioè la “madre” del pane per mezzo kg di farina; lievito di birra per mezzo kg di farinag; latte q.b.
Si impasta la farina col lievito sciolto nel latte a temperatura ambiente (circa un bicchiere), la “dose” e acqua, finchè la pasta non è morbida ma allo stesso tempo elastica.
Si lascia lievitare in un luogo senza spifferi e possibilmente abbastanza caldo per una mezzoretta, poi si ricavano dei cerchi spessi circa mezzo cm e con un diametro pari ad un palmo di mano aperto.
Va cotta sul testo (sorta di padella nata allo scopo), oppure su una lastra di pietra serena, rigirandola solo una volta. Ma può essere utilizzata anche una padella antiaderente con un buon fondo (tipo quelle utilizzate per le crepès).

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