Vi segnalo che ho trasferito il blog al seguente link

http://cartaecalamaio.splinder.com

Sono in fase creativa… ma torno presto…

Anche quest’anno Caterpillar, il noto programma di Radio2, ha lanciato per il 15 febbraio (vigilia dell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto) “M’illumino di meno”, giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.
Ciascuno di noi nel suo piccolo può contribuire a dimostrare che il risparmio è uno strumento fattibile per superare i problemi energetici che assillano il pianeta.
L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 15 febbraio 2008 dalle ore 18.

Sul sito internet del programma www.caterueb.rai.it, sarà possibile segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte dagli altri aderenti.

Ammettiamolo, ormai San Valentino è semplicemente un’enorme operazione commerciale, perchè - se davvero vogliamo dire a coloro che amiamo quanto bene gli vogliamo - non c’è bisogno di aspettare il 14 febbraio.

Ma la festa degli innamorati può diventare un pretesto per fare del bene a tanti bambini.

E’ la proposta che fa l’Unicef: nel sito www.regaliperlavita.it c’è una sezione apposita dedicata a San Valentino che propone piccoli e grandi gesti per tutte le tasche. Con meno di 14 euro si possono vaccinare contro il morbillo (che nel Terzo Mondo è ancora una malattia mortale) 40 bambini. Con 22 euro è possibile donare il calore di una coperta ad 8 bambini. Con 50 euro si coprono costi di una settimana di terapia per 6 bambini gravemente malnutriti. Mentre con 99 euro si può salvare la vita ad un bambino garantendogli una settimana di terapia contro la malnutrizione, 100 bustine di Sali reidratanti, 40 confezioni ad alto valore proteico e 1500 dosi di Vitamina A.

(Image by Jenny)

No, non preoccupatevi, non avete sbagliato blog…
ho semplicemente cambiato il template. :-)

La piadina romagnola ormai è celebre in tutto il mondo, ma quella ad essere più conosciuta è la pidina riminese, sottilissima, ampia, che viene arrotolata assieme al suo ripieno.
Man mano che si procede verso l’interno della regione, la piadina si fa più spessa e meno larga, fino ad arrivare nel territorio imolese, dove il diametro è poco più di una mano aperta ed è grossa quasi mezzo centimetro.

Ecco la ricetta:
Per circa 12 piadine occorre 1 kg di farina bianca “00″; 50 g di strutto, 1 cucchiaino di miele (che favorisce la lievitazione); una “dose da forno” cioè la “madre” del pane per mezzo kg di farina; lievito di birra per mezzo kg di farinag; latte q.b.

Si impasta la farina col lievito sciolto nel latte a temperatura ambiente (circa un bicchiere),  la “dose” e acqua, finchè la pasta non è morbida ma allo stesso tempo elastica.
Si lascia lievitare in un luogo senza spifferi e possibilmente abbastanza caldo per una mezzoretta, poi si ricavano dei cerchi spessi circa mezzo cm e con un diametro pari ad un palmo di mano aperto.
Va cotta sul testo (sorta di padella nata allo scopo), oppure su una lastra di pietra serena, rigirandola solo una volta. Ma può essere utilizzata anche una padella antiaderente con un buon fondo (tipo quelle utilizzate per le crepès).

“Alla fine dell’estate chi è stato l’ultimo a uscire dal mare?
L’ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
I ciliegi, le dalie, le creste di gallo
I girasoli, le margherite e i papaveri
Perché continuano a fiorire
Ancora e ancora
In questo mondo senza te?”

Mari subito dopo la laurea torna a vivere nel suo paese sul mare, dove apre un piccolo chiosco di granite di cui è golosa. Per tutta l’estate sua madre ospita Hajime, la figlia di una cara amica, che sta attraversando un periodo molto difficile a causa della morte della nonna. Mari inizialmente non vive bene la cosa: impegnata com’è con la nuova attività del chiosco come può trovare anche il tempo per occuparsi di una ragazzina piena di problemi? Ma, vinte le barriere iniziali, tra le due ragazze nasce una bella e salda amicizia che aiuterà entrambe a crescere e a vedere la vita da una nuova prospettiva.

Con la sua consueta svagata delicatezza Banana Yoshimoto racconta situazioni e sentimenti semplici, quotidiani, che possono fare parte di una qualsiasi esistenza, ma proprio per questo sono speciali, come speciale è ogni singola persona.
E andando oltre la semplice vicenda, gli spunti di riflessione sono tanti. Così da aiutare a crescere anche noi assieme a Miri e Hajime.

Sarà il panorama mozzafiato di Cingoli, detta “il balcone delle Marche”, ridente località sulle colline maceratesi, ad accogliere dal 30 maggio al 2 giugno i partecipanti al Village 2008 di TDM Italia, il consueto raduno annuale che raccoglie i motociclisti appassionati di Yamaha TDM italiani e non.
Un’occasione per stare insieme in amicizia scoprendo, sull’amata due ruote, angoli suggestivi della regione.
Dal Villaggio vacanze Verdeazzurro a San Faustino di Cingoli, base dell’evento, i “villaggisti” potranno scegliere tra vari itinerari accuratamente preparati che toccheranno la maestosità delle grotte di Frasassi, Gubbio antico e suggestivo, il massiccio del Monte Nerone, la macchia mediterranea che circonda il Monte Conero, Loreto ricca di storia, ed infine un percorso per i più arditi e resistenti, denominato Marathon, che arriverà fino ad Amatrice in Lazio.
E poi al ritorno niente di più rigenerante di una sosta nel parco acquatico del villaggio con piscine e scivoli per tutti i gusti: la struttura ospiterà i tdmmisti in accoglienti casette di legno immerse nel verde.

TDM Italia, la comunità italiana degli amanti di Yamaha TDM, è nata nel marzo del 2001 come mailing list e comunità internet, grazie al lavoro di alcuni volontari, riscuotendo subito grande interesse tra i motociclisti frequentatori della rete. Tanto che dai 500 iscritti del 2002 si è superata oggi la quota di 4000 adesioni.
Negli anni, e grazie ai numerosi raduni organizzati, si è creata una rete di motociclisti che grazie ad un forum (http://www.tdmitalia.it/forum/) e al sito www.tdmitalia.net, si mantengono costantemente in contatto per organizzare incontri, scambiarsi opinioni tecniche e consigli, fare semplicemente due chiacchiere.
Tuttora TDM Italia si regge completamente sul lavoro di volontari che dedicano il proprio tempo libero alla passione per la Yamaha TDM e per questa comunità virtuale che è divenuta sempre più reale.

E’ soffuso da un poesia impalpabile ed avvincente fino all’ultima riga questo romanzo da leggere tutto d’un fiato.

Racconta la storia di Daniel che una mattina del 1945 visitando col padre il Cimitero dei Libri Dimenticati - un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo  vengono sottratti all’oblio - entra in possesso del libro “maledetto” che cambierà il corso della sua vita, in una Barcellona a cavallo tra gli ultimi splendori del Modernismo e la cupezza del dopoguerra.

Per ottenere un ottimo tè occorre seguire alcune semplici regole, differenti per quello sfuso e quello in bustina. Se si sceglie il tè sfuso,  innanzitutto è consigliabile usare due teiere, una per l’infusione e una per servire la bevanda; la prima teiera dovrebbe avere un certo spessore ed essere di porcellana, al fine di mantenere a lungo il calore. La seconda teiera dovrebbe essere in vetro per esaltarne il colore e portare il liquido alla temperatura giusta di servizio. Ecco come procedere nella preparazione: preriscaldare la prima teiera aggiungendo acqua bollente, poi gettarla via. Mettere nella teiera la dose di foglie secondo la qualità di tè usato, generalmente 2 o 3 grammi a persona. Versare acqua calda  sulle foglie alla temperatura suggerita per ogni infuso (solitamente tè verdi 60-80°, oolong 80-90°, tè neri 85-95°). E’ consigliabile usare acqua minerale con basso contenuto di calcio. Il tempo di infusione  è determinato dalla qualità del tè, in genere per i tè verdi 2 o 3 minuti, per i neri fino a 5 minuti. Terminato il tempo di infusione, filtrare con un colino molto fine mentre si versa nella seconda teiera.
Il tè in bustina è adatto per preparare un tè in tazza, oppure per molte persone. La bustina infatti permette una preparazione veloce, è comoda da estrarre e non richiede l’operazione di filtratura. Comunque la preparazione, per una buona riuscita, richiede la stessa abilità necessaria per il tè sfuso; occorre inoltre ricordare che il tempo di infusione deve essere minore, poichè le foglie sminuzzate permettono una più veloce fuoriuscita delle proprietà del tè.